domenica 9 dicembre 2007

MESSICO, GIORNALISTI SEMPRE PIU' A RISCHIO

E’ stato ucciso ieri, nella città di Uruapan (stato del Michoacan), con 45 colpi di pistola, Gerardo Garcìa Pimentel un giornalista messicano del quotidiano La Opinion. Le prime indiscrezioni parlano di un omicidio compiuto da narcotrafficanti.

Gerardo Garcia Pimentel è il sesto giornalista ucciso dall’inizio dell’anno nello stato centroamericano.
Anche se probabilmente non verrà uguagliato il record negativo dell’anno scorso – 9 giornalisti uccisi e il secondo posto nella classifica mondiale di questa barbarie – il Messico si avvia a essere per il secondo anno consecutivo il paese latinoamericano più pericoloso per i giornalisti – come già ricordavamo in un articolo di qualche mese fa. Oltre che uno dei paesi meno democratici e più a rischio di autoritarismo dell’intero subcontinente.


Ma tutto questo ovviamente non turba i sonni delle masse di giornalisti liberal della nostra stampa occidentale, costantemente impegnati piuttosto a denunciare i “tremendi” rischi per la democrazia che starebbero maturando nei paesi sudamericani retti da governi “populisti”. Amen.

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3 commenti:

tommi ha detto...

bè allora il Messico si troverà benissimo nella futura organizzazione che vedrà Messico, Stati Uniti e Canda unirsi sullo stile dell'UE: la North American Union la chiamano...
Anche se il Canada farà un pò da guastafeste.
ti va uno scambio link?
http://tommids.blogspot.com
tommi

Camminare domandando ha detto...

D'accordissimo. Ti ho già inserito. A presto
Francesco
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Anonimo ha detto...

Ovviamente di queste cose non se ne parla nella nostra stampa.
Ciao
Annalisa

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