venerdì 11 gennaio 2008

LA VITTORIA DELL'INTEGRAZIONISMO LATINOAMERICANO

Alla fine contro le previsioni di molte interessate cassandre e nonostante la miopia politica della “banda di imbecilli” delle Farc e il doppio gioco di Uribe (che ha portato avanti inizialmente azioni militari nella zona destinata al rilascio dei prigionieri) l’Operazione Emmanuel-senza-Emmanuel si è risolta nel modo migliore e cioè con la liberazione incondizionata delle due prigioniere Clara Rojas e Consuelo Gonzáles de Perdomo.


L’evento è epocale. Non si tratta soltanto di una grande vittoria personale di Chàvez (e di una sconfitta di Uribe) ma anche di una vittoria dell’integrazionismo sudamericano, del quale lo stesso Chàvez è stato sin qui il principale fautore – e questo dovrebbe aver il coraggio di riconoscerlo anche chi, legittimamente, dissente dalle scelte politiche del presidente venezuelano.
Mai nella storia dell’America Latina si era infatti visto uno spiegamento unitario della diplomazia di così tanti paesi (ben sei: Venezuela, Argentina, Ecuador, Bolivia, Cuba e Brasile), senza l’interferenza di Washington.

La liberazione di Clara e Consuelo è anche e soprattutto questo: la dimostrazione che l’America Latina può farcela da sola se prosegue nella sua crescente unità, lontano dall’unilateralismo delle antiche “relazioni carnali” con gli Stati Uniti, in viaggio sempre più verso un’integrazione che non sia solo economica e commerciale (o monetaria), ma anche fortunatamente politica. Un’integrazione che può così significare anche soluzione politica condivisa dei conflitti, affermazione dei diritti umani, rafforzamento della sovranità dei singoli paesi e realizzazione piena di quella “segunda independencia” che il subcontinente ricerca da due secoli e che solo ora comincia a vedere vicina.

Naturalmente si può relativizzare questo successo, disconoscerne la portata storica o addirittura con il solito paternalismo “primomondista” attribuirne– come ha fatto quest’oggi il Tg1 – il successo a Sarkosy (sic!). Ma le cose stanno cambiando e – come diceva qualcuno tanto tempo fa – non serve un metereologo per capire dove soffia il vento.

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6 commenti:

doppiafila ha detto...

Ciao Francesco, a me non pare chesia una vittoria dell'integrazionismo latinoamericano. É una vittoria di Chávez (Venezuela) ed una sconfitta di Uribe (Colombia) - ovvero un gioco a somma zero in ambito continentale. L'integrazione avviene quando tutti vincono, non quando uno vince ed uno perde!
Saluti, Doppiafila

doppiafila ha detto...

PS: ho aggiunto il tuo blog come link sul mio

Camminare domandando ha detto...

Paolo,

la mia convinzione che si sia trattato di una vittoria del'integrazionismo nasce fondamentalmente da due fatti: innanzitutto il fatto che la mediazione di Chàvez sia stata resa possibile e credibile dall'impegno diplomatico di 6 paesi ed un altro (ex-)presidente ; poi che in quanto vittoria di Chàvez - come dici tu - si tratti della vittoria del presidente che più si è impegnato per l'integrazioniosmo latinomamericano, laddove Uribe è invece il campione dei vecchi rapporti unilaterali con gli Stati Uniti.

Naturalmente però il dibattito è aperto e comunque il cammino verso l'integrazione americana è ancora lungo e dovrà ovviamente coinvolgere prima o poi in questo processo anche la Colombia!

Ti ringrazio per il link!

F

doppiafila ha detto...

Francesco, non credo che - come dici - "la mediazione di Chàvez sia stata resa possibile e credibile dall'impegno diplomatico di 6 paesi ed un altro (ex-)presidente". Il mio punto di vista é che la cosa esisteva ben prima del coinvolgimento degli altri latinoamericani (assenti in tutta la mediazione con la senatrice Córdoba). Chávez li ha chiamati all'ultimo momento in modo abbastanza opportunistico, per dare ancora piú peso all'operazione (poi fallita, peraltro). L'irrilevanza degli altri paesi si dimostra poi quando all'atto dell'effettiva liberazione non se n'é visto neanche uno (prova che non erano necessari né alla mediazione né alla sua conclusione). Saluti, Doppiafila

adolfo ha detto...

Mamma mia... non immaginavo che a tanta ignoranza potesse essere lasciato un così ampio spazio... spesso la libertà di espressione crea i mostri della disinformazione ...
Apprezzamenti e critiche parziali e soprattutto senza cognizione di causa.
Francesco cambia fonti.. ..magari prova a parlare con qualche Colombiano, fai un bel viaggio e guarda con i tuoi stessi occhi i veri cambiamenti che il governo attuale ( quello che tu tanto critichi, e che un referendum POPOLARE, ha fatto si che potesse essere rieletto, cambiando una norma costituzionale)
ha portato alla Colombia.
Prova a scoprire quello che stà dietro a chàvez, impara lo spagnolo ( quello vero) e prova a tradurre i suoi discorsi....senza filtri, ne del tg1 ne del Manifesto..
Se invece hai già provato a fare tutto ciò ( cosa di cui dubito fortemente) prova semplicemente ad essere più obbiettivo..più sincero...
Questo 4 parole non sono un attacco personale.. ma solo una critica (superficiale) al tuo articolo..al tentativo di disinformare chi legge.
Grazie.

Ps.
Nessun attacco militare è stato ordinato ne eseguito nelle zone indicate per il rilascio degli ostaggi da parte delle Farc.
Questo è reale.
I giornalisti.. le persone..quindi gli occhi e le orecchie esistono anche in Colombia.. e tutti hanno smentito questa notizia.

Camminare domandando ha detto...

Caro Adolfo, Non entro nel merito di quello che dici, ma mi limito a tre semplici osservazioni:

a) Su questo spazio tutte le opinioni sono le benvenute, anche quelle che divergono completamente dal punto di vista del suo autore. Quello che non è lecito è accusare chi la pensa diversamente di ignoranza, soprattutto se a queste accuse non fanno seguito dati precisi o argomentazioni.

b) Conosco a sufficienza lo spagnolo, per capire quali fonti sono attendibili e in che misura, oltre che per scambiare opinioni con i colombiani. In caso contrario probabilmente questo blog si occuperebbe preferenzialmente di altre aree del mondo.

c) Proprio perchè la policy dell'autore di questo blog è fare informazione suffragata da dati e argomentazioni precise e controllabili ti invito a leggere il post "Chàvez, gli ostaggi colombiani e l'interesse peloso per le cause del fallimento del piano Emmanuel" (due post più indietro) che contiene dei link al sito ufficiale dell'Esercito Colombiano che rendono noto che quest'ultimo ha compiuto operazioni militari nella zona destinata al rilascio degli ostaggi.

Saluti
f

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